Marco e Giulia hanno comprato casa due anni fa. Un appartamento a Matera, con una stanza in più oggi sommersa di giocattoli. Mutuo di trent’anni, due figli sotto i sei, e la gioia un po’ incosciente di avere finalmente un posto tutto loro. Quando la banca ha erogato il mutuo, tra le mille firme ce n’era una per una polizza incendio. Fatto, pensano. Casa assicurata. E qui casca l’asino.
Quella polizza tutela sicuramente la banca, che presta un certo importo e vuole la garanzia che se l’immobile subisce un danno grave, il suo credito è tutelato fino all’ultima rata. Ma quella polizza tutela anche la casa di Marco e Giulia?
Scopriamolo insieme.
Quello che la polizza del mutuo copre e quello che non copre
È notte. Un corto circuito parte da dietro un mobile, e quando i pompieri se ne vanno la casa è in piedi, ma dentro non si salva quasi niente. Il divano scelto dopo tre sabati di trattative. La cucina, la lavatrice, i computer per lavorare. I giochi dei bambini, i vestiti negli armadi. Tutto da ricomprare da zero, mentre la rata del mutuo continua ad essere addebitata ogni mese. Questo succede perché la polizza acquistata con il mutuo copre principalmente il fabbricato. Ma il contenuto dell’immobile, cioè quello che Marco e Giulia hanno messo dentro la loro casa è il primo grande ambito che rischia di restare scoperto. E per questo non serve un incendio: bastano un furto durante le vacanze o un corto che si porta via gli elettrodomestici, e la differenza tra aver assicurato o no quel contenuto si sente tutta sul conto.
Poi c’è l’acqua, il combinaguai più sornione della casa. Basta una tubatura che molla dietro la parete del bagno. Non fa rumore, lavora per settimane, e si fa viva quando ormai la macchia è grande e il conto dell’idraulico pure.
I due piccoli sono la gioia di casa, ma anche una fabbrica di imprevisti: il pallone verso il vetro del vicino, per esempio. Intanto quella famosa perdita dal bagno scende nel salotto dell’inquilino di sotto. Sono i danni che senza volere Marco e Giulia combinano agli altri, e che senza una polizza di responsabilità civile della famiglia devono pagare di tasca propria.
Il numero che conta più di tutti
Ma torniamo alla polizza incendio stipulata con il mutuo. Quando si fa un’assicurazione sulla casa, bisogna fare attenzione al valore che stiamo assicurando, perché è su questo importo che si calcola il premio. Qui si nasconde lo scivolone più comune: confondere quanto vale la casa se la vendiamo con quanto costa ricostruirla da zero. Sono due mondi. Il prezzo di mercato guarda il quartiere e la voglia di comprare della gente. Il valore di ricostruzione guarda mattoni, operai e tempo. Tra le due cose c’è un’enorme differenza.
Se quel numero è molto basso, farà calare il premio, ma ci si ritorcerà contro proprio nel momento peggiore. Il rimborso rischia di coprire solo una parte del danno. Il resto dovremo metterlo noi, proprio nel momento in cui stiamo già cercando di rimettere in piedi la nostra casa. Per questo numero non si va a occhio. Si calcola, sui metri quadri reali e sul tipo di costruzione. È il primo numero che dobbiamo guardare insieme.
E il prezzo? È l’ultima cosa da guardare
Quanto si spende lo si chiede sempre, e con un filo d’ansia quando c’è già la rata a fare la voce grossa. La risposta onesta è che il prezzo viene per ultimo. Una polizza casa si monta a pezzi, come uno scaffale svedese ma con istruzioni più chiare, e ogni pezzo sposta il conto. Quanto venga a costare dipende da com’è fatta la casa, da cosa c’è dentro e da come la viviamo: è un numero che ha senso solo cucito sulla vostra situazione, non preso da un listino.
Fermarsi al prezzo, anzi, è il modo migliore per fregarsi da soli. La differenza tra una polizza che funziona e una che ci lascia a piedi non si vede alla firma. Si vede il giorno del danno, quando cambiarla non si può più. E lì entrano in scena i nomi antipatici: franchigie, scoperti, massimali, esclusioni. Sembrano paroline da contratto, e invece sono loro a decidere quanto ci torna in tasca. Incastrarli sulla casa di Marco e Giulia, con i loro figli e le loro abitudini, è il mestiere per cui esiste un consulente. Non è roba da sistemare alle undici di sera tra due preventivi e un bambino che non vuole dormire.
Vale la pena fermarsi un attimo
Cari Marco e Giulia, la polizza del mutuo ce l’avete già nel cassetto. Vale allora la pena fermarsi un attimo e chiedersi una cosa: se stanotte succedesse il guaio grosso, quel foglio basterebbe a rimettere in piedi la vostra casa, o sarebbe sufficiente solo a tranquillizzare la banca?
Se la risposta non vi è chiara, è il momento di scoprirlo prima e non dopo. Portateci la polizza che avete sottoscritto quando avete acceso il mutuo. La leggeremo insieme, riga per riga, per capire cosa protegge davvero e quali aspetti della vostra casa potrebbero essere ancora scoperti. Senza impegno e senza alcun costo. Perché è molto meglio scoprirlo davanti a un caffè che dopo un sinistro.